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2015 - Villa Contarini di Piazzola sul Brenta: il parco

 

 

 




VILLA CONTARINI - Il parco

 

Il  Parco di Villa Contarini

di Camilla Zanarotti

 

Dello straordinario giardino, ricco di grotte, fontane, labirinti e boschetti di agrumi, descritto sul volgere del '600 dalle fonti scritte, lasciate dagli ospiti del Procuratore Marco Contarini, nulla ci è pervenuto e ben poche tracce se ne riscontrano nell'iconografia che ha rappresentato la villa nel passato.

Possiamo supporre che le entusiaste cronache della fine del '600, che riferivano di giochi d’acqua, collezione di agrumi, labirinti e carpinate coperte, avessero sicuramente più di un qualche fondamento di verità, data la magnificenza che il Procuratore Marco Contarini amava ostentare con la ricchezza profusa nella villa.

Questa veniva da tutti paragonata ad una reggia per la grandiosità delle sue dimensioni, la sontuosità delle sue decorazioni e ricchezza degli arredi interni.

Vi avevano luogo (come pure nei due teatri fatti costruire nel centro abitato) fantasmagorici spettacoli allo scopo di stupire gli illustri ospiti della nobiltà veneziana e i principi stranieri spesso in visita a Piazzola. Sono riportate nelle incisioni a corredo delle cronache le immagini delle naumachie combattute con equipaggi e vere galere nelle peschiere sul lato orientale della villa.

Tra Sette e Ottocento, a seguito di divisioni ereditarie, i giardini, come l’edificio, versarono per un lungo periodo in uno stato di forte degrado. La proprietà venne infine acquistata nel 1852 dal duca Silvestro Camerini che iniziò grandi lavori di restauro, proseguiti dal nipote Luigi, e terminati dal figlio di questi Paolo, tra Ottocento e Novecento.

In questi anni vedrà la luce il vasto parco con la disposizione di grandi masse d’alberi e la creazione del grande lago. Il parco, che originariamente si estendeva su oltre centoventi ettari a nord della villa, attualmente ha un’estensione di circa 45 ettari ed è suddiviso in diversi episodi, collegati tra loro da imponenti viali bordati da alberi che di volta in volta possono essere tigli, ippocastani, robinie o pioppi.

Ampie masse boscate cedono il passo a radure e pregevoli manufatti, e i numerosi canali e corsi d’acqua formano un raffinato e sapiente sistema idrico che oltre al pittoresco lago, alimenta fontane e peschiere.

Il complesso è ora proprietà della Regione del Veneto, che ne ha curato il restauro.

 

Testo di Camilla Zanarotti per il volume “I giardini delle Ville Venete”, Silvana Editoriale SpA, anno 2014.