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2015 - Villa Contarini di Piazzola sul Brenta: l'architettura

 

 

 




VILLA CONTARINI - L'architettura

 

Villa Contarini Piazzola sul Brenta (Padova): più che una villa, una reggia

 

 

Il nucleo centrale è ricavato sulle strutture di un trecentesco castello Carrarese edificato sulle rive del Brenta su strutture ancora più antiche, probabilmente di prima del mille. Dalla metà del Quattrocento divenne villa di campagna dei nobilissimi veneziani Contarini che nel secolo successivo iniziarono una graduale trasformazione volta a farne un edificio di rappresentanza e di esibizione dello sfarzo e della raffinata cultura della famiglia che diede alla Serenissima anche alcuni Dogi.

Nel Seicento vennero aggiunte le due ali laterali alla villa e poco dopo iniziarono i lavori per una grandiosa piazza racchiusa tra le ali semicircolari di imponenti edifici porticati, 'i volti' (volto=arco), e con una terrazza interamente pedonale a formare una vera e propria via. Venne completato solamente l'emiciclo sinistro, alla destra vennero successivamente sistemate delle file di platani abbattuti qualche decennio fa e sostituiti da nuova vegetazione.

L’impianto originario dell’edificio (spesso elencato tra le opere palladiane) è attribuito ad Andrea Palladio, che nello stesso periodo era impegnato nella costruzione di diverse ville nel circondario.

Tra il Sei ed il Settecento il massimo splendore, impreziosito da un ricchissimo apparato decorativo con grandi affreschi, statue allegoriche e mascheroni, mobilia ed oggetti preziosi dal raffinatissimo gusto barocco e rococò. E' l'epoca delle grandi feste della nobile mondanità veneziana, della musica e del teatro. La villa è famosissima per la sala centrale disposta come una grande cassa di risonanza dall'acustica superba, ancor oggi luogo ideale per la registrazione di numerosi concerti barocchi. 

La magniloquente apparenza barocca con cui si presenta oggi villa Contarini è il risultato della trasformazione seicentesca della villa rustica realizzata da Andrea Palladio negli anni 1540 per Paolo Contarini e i suoi fratelli, in fastosa sede di rappresentanza e svago per l'ambizioso Marco Contarini.

Come architetti sono stati fatti anche i nomi di Vincenzo Scamozzi e Baldassare Longhena. Dell'opera palladiana restano tracce in mappe e documenti d'archivio, anche se poco è ancora visibile nell’edificio trasformato a più riprese a partire dal 1662. Nel 1676 si procedette all’ampliamento e trasformazione dell'ala destra, con doppio ordine di colonne rustiche e telamoni, e una fastosa decorazione scultorea che invase anche il corpo principale della villa. Il progetto di allargamento e abbellimento della villa rimase incompiuto, forse per carenza di fondi.

La cappella della villa è una delle principali opere di Tommaso Temanza.

La villa, suddivisa in numerose stanze tematiche e adattate a sale mostra, è attraversata in tutta la sua lunghezza da un corridoio di 180 metri.

Nell'Ottocento vennero aggiunte, o riviste, le scuderie, ad imitazione delle scuderie imperiali viennesi, e l'ippodromo, e creato un magnifico parco romantico con laghetto e pescherie. Al piano terra si trova la Galleria delle Conchiglie, con il soffitto e le pareti adornate di vere conchiglie.

Parallela ad essa si trovano le “Cantine dei Tedeschi”, dove per Tedeschi si intendono le truppe che qui ebbero stanza durante la Seconda Guerra Mondiale. Curiose le grandi immagini di Biancaneve e i sette nani o di Don Chisciotte, che gli occupanti realizzarono sulle pareti della loro mensa e che sono state conservate come importante testimonianza di questo periodo storico.

Dall'ingresso principale si entra nel grande auditorio, la sala più grande del complesso, il cui soffitto si apre al centro. Al terzo piano si trova infatti la sala della musica, dove erano collocati i musicisti durante le feste. La sala è conformata a chitarra rovesciata, con il soffitto di legno e un foro al centro del pavimento, corrispondente al soffitto dell'auditorio. L'accorgimento serve a favorire l'acustica, in modo che la musica si diffonda ottimamente verso il basso.

Le due ali parallele della villa si suddividono in varie sale comunicanti, affrescate con temi biblici, mitologici, scene di caccia, mosaici e giochi prospettici per lo svago degli ospiti. Un passaggio nell'ultima sala permetteva di raggiungere l'emiciclo dove erano situate le stanze degli ospiti. Parte delle sale furono restaurate o decorate ex novo nell'Ottocento.

Al secondo piano si trovano la grande biblioteca e le sale arredate nel Novecento dalla famiglia Camerini.