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La biblioteca cameriniana

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Biblioteca: l'Angelo della Resurrezione

 

 

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L'attuale biblioteca della villa non trae origine dalle antiche raccolte di Marco Contarini (1632-1689), oggi conservate presso la Biblioteca Marciana di Venezia, ma è frutto dell'imponente opera di riqualificazione economica e sociale svolta nel piazzolese da Paolo Camerini (1868-1937) a partire dal 1890. Il Camerini, infatti, non solo provvide al restauro della villa e a dare una nuova veste urbanistica, sociale ed economica alle sue vastissime proprietà, ma desiderò anche fare della sua residenza il ricettacolo d'elezione di opere d'arte e di importanti collezioni librarie, probabilmente con il sogno di ricreare i fasti vissuti dall'imponente edificio nel periodo barocco e di aumentare, così, il prestigio della sua famiglia.

I cinque vani che ancor oggi costituiscono la biblioteca, dotati inizialmente di scaffalature rinascimentali, furono arredati nuovamente nel 1930 dall'architetto Tito Corsini.

Fu Paolo Camerini, dunque, a dare grande impulso alle collezioni librarie e, per procurare loro una sede più ampia e prestigiosa, fece riadattare una cospicua parte dell'ala est della villa a biblioteca e destinò la sala dell'Altalena a "Libreria Moderna". I contatti con altre biblioteche e con numerose librerie antiquarie, possibili grazie alle notevoli disponibilità economiche del conte, resero la sua raccolta libraria sempre più ricca e importante.

Tale patrimonio rimase inalterato anche dopo la morte del Camerini (1937) e sopravvisse anche al secondo conflitto mondiale. Venne in parte disperso con la cessione della villa avvenuta nel 1950.

Nel 1969, con l'acquisizione dell'intero edificio e delle proprietà annesse da parte del Prof. Giordano Emilio Ghirardi, si provvide a porre dei sigilli alle scaffalature per impedire ulteriori manomissioni; la biblioteca venne inoltre arricchita da volumi e periodici di argomento medico e sanitario provenienti dalla biblioteca della società Simes di cui era titolare lo stesso Ghirardi.
La biblioteca raccoglie ancora oggi pregevoli edizioni cinque-secentesche, oltre a una notevole quantità di volumi del XIX e XX secolo di materia eterogenea: giurisprudenza, filosofia, letteratura italiana e straniera, geografia, storia moderna e contemporanea. Numerose risultano inoltre le raccolte di opuscoli che abbracciano un arco temporale che va dal XVII al XX secolo, particolarmente interessanti in quanto spesso direttamente riferibili alla storia locale veneta e più in particolare padovana. Dal 2005 la Regione del Veneto, acquisita la villa, si è impegnata nel progetto di riorganizzazione e catalogazione di questo straordinario patrimonio librario.