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Il Museo Lapidario Greco Romano

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Museo lapidario 

 

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Ospitato all'interno del portico orientale consta di ciò che resta di un'antica collezione iniziata da Antonio Nani ai primi del Settecento e seguita poi dai figli Bernardo e Giacomo. La collezione, frutto della passione dei Nani, comprendeva una raccolta statuaria, numismatica e soprattutto numerose iscrizioni storiche, votive, funerarie, onorarie greche e latine. Furono tutte raccolte nel corso degli incarichi di Antonio, Provveditore generale della Serenissima in Morea, e di Giacomo, Almirante delle navi prima e Provveditore da Mar della Serenissima nel Levante poi, in Istria, Dalmazia, isole ionie e in generale in tutto l'Oriente con cui la Serenissima intratteneva rapporti.

La morte di Giacomo, avvenuta un mese prima della caduta della Repubblica (1797), segna la fine della collezione ed il suo smembramento con la messa in vendita, nel 1822, dell'intera collezione per opera del figlio Antonio. La collezione viene così frammentata tra Europa e Stati Uniti. L'acquisto numericamente più importante fu fatto da un amico di famiglia, Pietro Businello, che acquistò circa un centinaio di iscrizioni e diverse statue per la sua villa di campagna a Legnaro, in provincia di Padova. Alla sua morte avvenuta nel 1847 i Pagani, suoi eredi, vendettero la raccolta in fasi successive, smembrandola ulteriormente. Se la maggior parte delle statue approdarono per varie vie ai musei di San Pietroburgo, Berlino, Budapest, Parigi, Bologna e Baltimora, un gruppo di trentasette iscrizioni di cui nove greche e ventotto latine furono acquistate dai Camerini e trasportate alla loro residenza di Piazzola dove tuttora si trovano.