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Sala da ballo - Villa Contarini Camerini - Ville Venete
Sala da ballo o degli stucchi

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La sala da ballo altrimenti detta degli stucchi per quella straordinaria esuberanza decorativa che sembra annullare la consolidata percezione degli interni mediante l'uso di elementi non strutturali, quali i girali o i putti a rilievo a fattura secentesca.

Alle pareti alcuni dipinti, tra i quali il Naufragio con la liberazione di uno schiavo eseguito nel 1620 dal pittore veneziano Carlo Saraceni, di ritorno da Roma. A Venezia Saraceni era ospite del procuratore Pietro Contarini, a cui probabilmente spetta la commissione di questo dipinto, terminato dal collaboratore del maestro, Jean Le Clerc.

Negli ovati alle pareti compaiono Apollo e alcune figure allegoriche reggenti diversi strumenti musicali, mentre al centro del soffitto trova posto un affresco con La Virtù che scaccia il Vizio; ai lati ancora raffigurazioni allegoriche: la Guerra, con Marte e Venere, la Giustizia con spada e bilancia, la Pace, rappresentata da una figura femminile recante una cornucopia e un ramo d’ulivo e la Nobiltà, nella forma di un’altra figura femminile con le corone in mano. Gli affreschi, nonostante le successive ridipinture, sono attribuibili a Gerolamo Pellegrini, per le affinità rilevate con le figure della superiore sala degli strumenti musicali, e vanno quindi datati, come questi ultimi, intorno al 1684.
Ragguardevole, infine, il camino, che riprende nelle due figure adagiate sul timpano arcuato posto al sommo, quelle dell’Aurora e del Crepuscolo, realizzate da Michelangelo per la tomba di Lorenzo de’ Medici nella sagrestia nuova di San Lorenzo a Firenze.